Grand Marnier, a Milano si respira lo stile parigino


Lo stile parisien approda a Milano e lo fa con il suo classico portamento pieno di charme ed eleganza. Sono trascorse poche ore da quando Grand Marnier, uno dei liquori d’origine francese più amati in Europa, ha dato il via ad una serie di eventi che coinvolgeranno cinque locali del capoluogo meneghino sino al 25 novembre. Obbiettivo finale? Far rivivere nella capitale della moda il sofisticato stile chic dell’incantevole ville lumière.

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Ciambelle americane a Milano

Homer Simpson ne va matto, e in molti telefilm americani compaioni accompagnati da un lunghissimo caffè, nei momenti di relax tra un delitto e l’altro. Se le ciambelle vi incuriosiscono non potete non fare un salto in questo paradiso. Si chiama “American Donuts” e si trova in zona Porta Venezia. La base della ciambella è affine a quella dei bomboloni. Ma non c’è il ripieno. La nota zuccherina è nella decorazione: una glassa colorata al gusto di fragola, cioccolato, caffè, che ricopre la sommità, ripercorrendo l’intero anello.

Peck italian bar: dalla colazione all’happy hour

Peck Italian Bar sorge nel cuore del centro città, in via Cesare Cantù 3. Un posto unico per un ristorante che propone menù di alta qualità, a base di materie prime genuine e controllate, con servizio al tavolo  veloce e impeccabile.

Nata nel 1883 come bottega di  gastronomia internazionale di qualità e con marchi prestigiosi, Peck affianca all’esercizio commerciale un’ attività di ristorazione di altissimo livello.

Il locale è aperto dalla mattina alla sera, proponendo colazione, pranzo, merenda e happy hour per tutti i gusti; tutto rigorosamente fresco e genuino.

‘Peck Italian Bar’ è il posto ideale per una sana colazione: i numerosi uffici della zona e i turisti mattinieri possono trovare qui caffè, cappuccino, brioche e il necessario per cominciare al meglio la giornata.

Le proposte per il pranzo sono quelle classiche: antipasti della tradizione italiana come prosciutto e melone e insalata caprese. Tra i primi, un’ampia scelta, diversa ogni giorno, tra ravioli, risotto, pasta e zuppe.

Anche i secondi di ‘carne’ e ‘pesce’ cambiano quotidianamente per una vasta gamma di opzioni, con la massima attenzione, sempre, all’ottimo livello dei prodotti. Il prezzo di un menù ‘completo’ si aggira intorno ai 25 euro.

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Caffè Letterario a Milano

 Ristorante, bar, galleria… è tutto questo il Caffè Letterario di Milano. “E’ molto oltre l’idea di Caffè”, come recita il suo slogan.Dove si trova? In via Solferino 27 e si  propone come uno spazio vivo, pieno di colori dove entrare per sentirsi “a casa fuori di casa” (at home away from home dicevano i primi grandi viaggiatori inglesi); respirare un’aria accogliente e rilassata; sospendere fretta e stress per gustare con calma una cioccolata fatta a mano o ritrovare il piacere dell’antico rito del thé attraverso le quindici varietà proposte qui.

Presto caffetteria Starbucks a Milano?

Ma è sicuro che apra a dicembre? Qualcuno lo dà in apertura a Milano già da diversi mesi, mentre a Roma si dice arriverà nel corso del prossimo anno! Le voci si rincorrono sempre più insistentemente su Facebook e su Internet in generale. Stiamo parlando di Starbucks, la grande catena internazionale di caffetterie che offre ai propri clienti caffè, dessert e prodotti di pasticceria. Negli Stati Uniti è considerato come luogo di culto e di ritrovo per i giovani, soprattutto per gli studenti abitanti nelle grosse metropoli. La sede di questo gruppo tanto amato è a Seattle, Washington. Il nome “Starbuck” deriva da un personaggio di Moby Dick. Il logo, infatti, è una sirena a due code stilizzata.

Bar Jamaica, locale storico di Brera

Dicono che parlare della storia di questo locale affacciato su Via Brera, al numero 32, il Bar Jamaica equivalga a ripercorrere la storia stessa dell’Accademia e dell’arte italiana del Novecento. Il locale fu inaugurato nel giugno 1921 e fu subito frequentato dai personaggi più in vista della Milano del tempo. Tra loro c’era il direttore del “Popolo d’Italia”, Benito Mussolini, che veniva qui ogni mattina per il cappuccino della signora Lina e per correggere gli articoli del suo giornale. E’ al musicologo Giulio Confalonieri, raccontano, che si deve il nome che il locale ha conservato fino ad oggi. La leggenda vuole Confalonieri, appassionato dei panorami tropicali, evocò questo nome per contrapporlo al grigio di certe giornate milanesi. Si ispirò anche a un film inglese del ’39, “La taverna della jamaica”, con la regia di Alfred Hitchcock.