Corso Magenta 31. Sul muro, sopra le vetrine decorazioni, in stile Beaux Art. Buscemi Dischi è qui da tempo, non è un negozio antico, almeno non quanto le decorazioni, ma comunque ha già oltre quarant’anni. Ha vissuto, in pratica, tutta la storia del disco: dai primi 33 e 45 giri in vinile fino ad arrivare agli attuali cd; si è modernizzato passando dalla vendita diretta in negozio, dietro il bancone, anche a quella via Internet, dove può vantare un catalogo di oltre sessantacinquemila titoli, ventiquattromila dei quali immediatamente disponibili; ha visto uscire dalla Hit Parade i Beatles e Mina e ha visto entrare i Cold Play e Michael Buble. Ha vissuto, in poche parole, praticamente tutta la storia della musica rock e pop e non solo. E continuerà a viverla…
Mode e tendenze
Shopping gallery all’Ospedale Niguarda
Se non è avanguardia del made in Italy, poco ci manca. Al Niguarda di Milano – per intenderci, un ospedale – apre i battenti una shopping gallery che consentirà a ciascuno – pazienti e visitatori – di unire l’utile al dilettevole e rendere meno pesante un dovere sacrosanto: del malato di pensare a guarire, degli affini di giungere in soccorso.
La sanità è un problemone politico-amministrativo sul quale non ci si sofferma (c’è chi lo fa meglio e con puntualità) ma l’innovazione di cui si rende protagonista la struttura ospedaliera del Niguarda merita di essere segnalata. Serve una sistemata ai capelli? Avete finito il profumo? Necessità di fare qualche regalo con urgenza?
Ecco: fino a qualche giorno fa non avremmo mai augurato a nessuno di fare un salto proprio lì, al Niguarda. Oggi, tuttavia, le carte in tavola sono sparigliate: il parrucchiere c’è; la profumeria c’è; negozi di intimo e abbigliamento per bambini ci sono; bar e pizzeria, eccoli. Distrazione per passare il tempo in caso di attese forzate o quant’altro: tredici punti vendita tra cui riportiamo i marchi presenti.
Presto caffetteria Starbucks a Milano?
Ma è sicuro che apra a dicembre? Qualcuno lo dà in apertura a Milano già da diversi mesi, mentre a Roma si dice arriverà nel corso del prossimo anno! Le voci si rincorrono sempre più insistentemente su Facebook e su Internet in generale. Stiamo parlando di Starbucks, la grande catena internazionale di caffetterie che offre ai propri clienti caffè, dessert e prodotti di pasticceria. Negli Stati Uniti è considerato come luogo di culto e di ritrovo per i giovani, soprattutto per gli studenti abitanti nelle grosse metropoli. La sede di questo gruppo tanto amato è a Seattle, Washington. Il nome “Starbuck” deriva da un personaggio di Moby Dick. Il logo, infatti, è una sirena a due code stilizzata.
Sacchi Guanti, dal 1933 in corso Magenta
Guanti dal 1933! Un’antica tradizione che continua, nel centro storico di Milano, in corso Magenta, con il negozio Sacchi, dove è possibile travare una vasta gamma di calze da donna e da uomo, oltre a diversi tipi di guanti “Made in Italy”. La storia comincia con Odoardo Sacchi che aprì il suo primo negozio di guanti in Via Nirone. All’epoca i guanti erano un accessorio indispensabile e irrinunciabile e così in breve tempo, per gli eleganti abitanti del quartiere il negozio divenne un punto di riferimento dove scegliere guanti morbidi, caldi e confezionati con cura in tutti i dettagli.
Mio Bio, tributo a Bacco nel quartiere Isola
Sbarcano i “bionieri” a Milano e per San Martino portano il vino (novello). Sugli scaffali di Mio Bio, lo spaccio del biologico doc nel quartiere Isola (Via Thaon di Revel 9), le bottiglie sono pronte per essere stappate.
Tra ortaggi colorati, frutta di stagione, bevande di soia, formaggi freschissimi e pane ai cereali. I “bionieri” di Milano hanno le facce di Andrea e Marco. Il loro “covo” è dietro la colorata vetrina di Mio Bio, nel tradizionale quartiere Isola, dove ogni giorno arrivano frutta e verdura di stagione, latte di cascina, formaggi freschissimi, miele e pane ai cereali che i “bionieri” vanno a cercare nelle migliori piccole aziende agricole del Nord Italia.
Milano, parrucchieri avvisati: tornano di moda gli anni Cinquanta
Tendenze da “montarsi la testa”. Accantonato il liscio, avanti con i ricci: boccolosi o fitti. Altro must? Una cofana in testa, capigliature voluminose che – come le zeppe ai piedi – mettono pure nelle condizioni di sembrare qualche centimetro più alte.
I gusti della clientela, innazitutto, senza trascurare la capacità di tenersi al passo con mode e tempi: facile restare attratti da una acconciatura vista altrove. Facile scegliere il parrucchiere di fiducia e domandargli (magari con supporto fotografico, che aiuta sempre) di uscire da lì che sei diventata esattamente come quella della figura.
Il problema, semmai, è un altro: il mal di testa potrebbe venire al parrucchiere che, per la prima volta nella vita, si trova a esaudire richieste simili. Mica uno scherzo, riprodurre quello che in gergo si chiama “panettone”.