Senza panettone, Natale non è Natale. Ma senza determinati requisiti il panettone non è panettone. E’ nato per questo il marchio “Panettone tipico della tradizione artigiana milanese” creato su iniziativa della Camera di Commercio di Milano e del Comitato Milanese dei Maestri Pasticceri per garantire che il panettone sia realizzato con determinati ingredienti, nelle proporzioni stabilite e seguendo le tecniche della lavorazione artigianale. Per confezionare un panettone autentico è necessario quindi seguire scrupolosamente il Regolamento tecnico di controllo stilato da un apposito comitato di esperti del settore. Degustazioni, storia e curiosità sul panettone saranno presentati domenica 12 dicembre a Milano al Casello Ovest di Porta Venezia con ingresso da Piazza Oberdan dalle 10 alle 18 con ingresso libero.
Le degustazioni faranno conoscere il vero panettone artigianale che deve contenere come ingredienti: acqua, farina, zucchero, uova fresche, latte pastorizzato, burro, burro di cacao, uvetta sultanina, scorze di arancia
candite, cedro candito, lievito naturale, sale. A questi ingredienti si possono aggiungere: miele, malto, vaniglia e aromi naturali. Non sono, invece, consentiti: amido, grassi vegetali (ad esclusione del burro di cacao), siero di latte e derivati, lecitina di soia, coloranti, conservanti, ingredienti provenienti da Organismi Geneticamente Modificati.
Si imparerà anche a conoscere la storia del panettone che si confondono con la leggenda. Qualcuno sostiene che le origini risalgono ad un tale Messer Ughetto degli Atellani, innamorato di Algisa, bella figlia di un fornaio,
che si fece assumere da lui come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce e con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, zucchero e uva sultanina. Poi infornò e dette vita ad un successo strabiliante! Tutti vollero assaggiare il nuovo pane, e qualche tempo dopo,
i due giovani innamorati si sposarono. Altri sostengono che il panettone fu inventato in occasione di un sontuoso pranzo di Natale, a cui erano stati invitati molti nobili del circondario. Pare che il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: “Con quanto è rimasto in dispensa,
stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola”. Il cuoco acconsentì e, trepidante, si mise dietro una tenda,
a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e, al Duca che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò: “L’è ‘l pan de Toni” dando anche la denominazione al dolce che da allora è per tutti il Panettone!
Frankly I think that’s asbolteluy good stuff.